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Numero 756/2012: Disumano troppo disumano - Calendario del Popolo

Numero 756/2012: Disumano troppo disumano

Postato da Redazione il 1 08 2012 in I numeri

Disumano troppo disumano

ISSN: 9770393 374002 20756

A cura della studiosa di diritto penale Silvia Buzzelli, Il numero 756 de Il Calendario del Popolo è dedicato al tema dell’annientamento sistematico del nemico ed è scritto da magistrati, giuristi, storici, pedagogisti e psicologi che incrociano saperi diversi nel segno dell’interdisciplinarietà. I contributi spaziano dalle questioni giuridiche ai problemi storiografici, dalle fonti documentarie ai risvolti psicosociali, inquadrano il ruolo del diritto innanzi ai grandi crimini, definiscono la pratica della guerra ai civili nel contesto della ricostruzione storica, fissano la funzione pedagogica della memoria degli eccidi, indagano i fattori di legittimazione dalla violenza, analizzano la rappresentazione filmica della guerra e della Resistenza.

SOMMARIO

Bandiera Rossa
Augusto Pompeo

Editoriale
Laura Peretti

Disumano, troppo disumano
Silvia Buzzelli

Plegaria muda
Doris Salcedo

Difendere i sopravvissuti
Andrea Speranzoni

Il passato che non passa
Sergio Fogagnolo

A carico di Theodor Saevecke
Pierpaolo Rivello

I caduti di Cefalonia
Gilberto Pagani

Nelle tasche di mio padre
Marcella De Negri

Diritti e grandi crimini
Chantal Meloni

Nascita di una associazione
Gian Luca Luccarini

Guerra ai civili
Paolo Pezzino

Educare allo sterminio
Raffaele Mantegazza

Uomini italiani, donne africane
Chiara Volpato

Filmare la giustizia, ascoltare l’indicibile
Germano Maccioni

Vancini, tra cinema e liberazione
Loris Lepri

L’ALBA, futuro d’Europa
Gianni Vattimo

L’autografo del centurione
Ulisse Morelli

Cattaneo in via Bellerio
Giorgio Angoletta

Russia, il duro prezzo della transizione
Cristina Carpinelli

MMS
Dario Coletti

GLI ARTICOLI

Bandiera rossa di Augusto Pompeo – Il Movimento comunista d’Italia è stata una delle formazioni più attive della Resistenza romana e ha dimostrato una consistenza organizzativa e una capacità di azione militare pari a quella dello stesso PCI.

Disumano, troppo disumano di Silvia Buzzelli – né bestiale, né pazzesco; l’annientamento del nemico, in particolare degli inermi (donne, vecchi, bambini, animali) è semplicemente disumano e predisposto con lucidità estrema. Il giurista, specie quello che si occupa di giustizia penale, si trova impreparato di fronte al “grande male” e deve costruire nuove categorie. Prima di Norimberga i grandi crimini (genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità) non erano neppure tali.

Plegaria muda di Doris Salcedo – immagini ed esperienze diverse che sono parte costitutiva della natura violenta del conflitto colombiano. Una serie di episodi che determinano quella spirale inarrestabile di violenza emulativa e fratricida che contraddistingue i conflitti interni e le guerre civili di tutto il mondo.

Difendere i sopravvissuti di Andrea Speranzoni – a scrivere l’articolo è un giovane avvocato di parte civile in tanti processi per crimini di guerra ancora pendenti. Quali emozioni si provano a difendere i sopravvissuti a distanza di sessantanni? E quali strategie difensive vanno adottate contro dei “delinquenti per convinzione”?

Il passato che non passa di Sergio Fogagnolo – l’impossibile rielaborazione del lutto raccontata da chi, il 10 agosto del 1944, ha perso il padre, fucilato insieme ad altri 14 antifascisti a Piazzale Loreto. Storia, processi, vicende personali e impegno civile si intrecciano in maniera indissolubile.

A carico di Theodor Saevecke di Pierpaolo Rivello – l’Armadio della vergogna (come ebbe a chiamarlo Giustolisi), la Guerra fredda, il processo a carico di Theodor Saevecke per l’eccidio di Piazzale Loreto del 10 agosto 1944, ricostruiti dal magistrato militare che ha sostenuto l’accusa nel processo Saevecke e si è occupato anche del caso Priebke.

I caduti di Cefalonia di Gilberto Pagani – ha senso processare la storia, si chiede l’avvocato di parte civile che sta seguendo la vicenda giudiziaria relativa all’eccidio di Cefalonia; a questa domanda trova una risposta che vale la pena di conoscere.

Nelle tasche di mio padre Marcella De Negri – quando il padre di Marcella, il capitano Francesco De Negri, è stato fucilato a Cefalonia, il 24 settembre 1943, aveva in tasca la fotografia che lo ritraeva con la sua famiglia; e lei, Marcella, racconta adesso, l’itinerario personale di una vicenda che l’ha vista, e la sta vedendo tutt’ora, protagonista. Protagonista di una battaglia di giustizia.

Diritti e grandi crimini di Chantal Meloni – Il riconoscimento del principio della responsabilità penale dell’individuo per crimini internazionali, come i crimini di guerra o il genocidio, è un’acquisizione molto recente. La docente di Diritto internazionale affronta il concetto di "macrocriminaltà", facendo particolare riferimento ai crimini nazifascisti e sottolineando l’eredità positiva del processo di Norimberga nello sviluppo del diritto penale internazionale.

Nascita di un’associazione di Gian Luca Luccarini – con poche e semplici parole, il presidente presenta l’Associazione dei familiari vittime degli eccidi nazifascisti di Marzabotto, Grizzana, Monzuno e zone limitrofe. Non un’Associazione qualsiasi, posto che in quei Comuni i nazifascisti commisero il più grande eccidio perpetrato, durante la Seconda guerra mondiale, nell’Europa occidentale… Un’Associazione che ha molto da insegnare per il futuro.

Guerra ai civili di Paolo Pezzino – una lezione si storia, lucida ed essenziale, di un docente dell’Università di Pisa, uno dei massimi esperti del settore, consulente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla causa dell’occultamento di fascicoli relativi a stragi nazifasciste (XIV legislatura). Cosa si intende per guerra ai civili, e quali furono le ragioni e le tecniche di annientamento della popolazione italiana da parte dei criminali nazifascisti?

Educare allo sterminio di Raffaele Mantegazza – l’analisi approfondita di uno studioso di Pedagogia dell’Università di Milano-Bicocca, che ricostruisce in maniera disarmante il dispositivo di addestramento allo sterminio. Come si forma un aguzzino?

Uomini italiani, donne africane di Chiara Volpato – una pagina, vergognosa e straziante, riportata alla luce da una psicologa sociale dell’università di Milano-Bicocca: la violenza di genere quotidianamente praticata dal colonialismo italiano su donne e bambini africani. Un articolo scritto per contestare il mito, sempre pericoloso e auto-assolutorio, degli “Italiani brava gente”.

Filmare la giustizia, ascoltare l’indicibile di Germano Maccioni – il processo per i fatti di Monte Sole-Marzabotto (svoltosi a più di 60 anni dalla strage) visto con gli occhi, e attraverso la telecamera, di un regista non ancora 30enne. Ovvero, cosa significa filmare la giustizia e ascoltare l’indicibile in un’aula di tribunale.

Vancini, tra cinema e liberazione di Loris Lepri – una riflessione sulla Resistenza attraverso il commento del cinema di Florestano Vancini (autore de La lunga notte del ’43 uno dei film più rappresentativi di quella che fu la lotta per la liberazione).

L’ALBA, futuro d’Europa di Gianni Vattimo – sigla che sta per Alleanza boliviana per l’America Latina e il Caribe; un accordo di libero commercio che deve essere visto come un esempio per le integrazioni “regionali” come l’Unione europea.

L’autografo del centurione: Pompeo in Azerbaigian di Ulisse Morelli – presso l’altura del Boyuk Dag, nell’area archeologica protetta di Gobustan, vicino a Baku, capitale dell’Azerbaigian, a ben 4.000 chilometri dalla capitale dell’Impero Romano, sorge l’iscrizione latina più orientale mai rinvenuta. È stata lasciata dai soldati della Legione XII “Fulminata” dell’Imperatore Domiziano. Cosa ci facevano soldati regolari dell’Urbe così lontano dai confini dell’Impero?

Cattaneo in via Bellerio di Giorgio Angoletta – brani tratti dalla celebre Introduzione alle Notizie Naturali e civili su la Lombardia, uno dei capolavori del Cattaneo.

Cristina Carpinelli, «Russia, il duro prezzo della transizione»: il cosiddetto “piano di aggiustamento strutturale”, strumento con il quale il FMI era intervenuto in Russia nel delicato passaggio verso un’economia di tipo capitalistico, il cui scopo doveva essere quello di risollevarne le sorti.

Dario Coletti, cura la rubrica di carattere fotografico MMS. La riflessione dell’autore sulla condizione dell’uomo come individualità parte da una fotografia di Gianluca Guercia che rompe gli stereotipi della povertà africana proponendone una diversa rappresentazione.