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Addio professore - Calendario del Popolo

Addio professore

Postato da Redazione il 22 02 2016 in Blog

Dobbiamo salutare uno dei nostri più prestigiosi autori contemporanei: Umberto Eco. Il noto semiologo si è spento a 84 anni nella sua casa a Milano lo scorso venerdì 19 febbraio. Se ci fosse bisogno di ricordarlo, Umberto Eco è stata una delle menti più brillanti e intelligenti del nostro universo culturale: filosofo, esperto di comunicazione, collaboratore di numerose testate come l’Espresso e La Stampa.
I suoi scritti, le sue acute osservazioni, il suo punto di vista, la sua ironia ci mancheranno molto.
Il suo Il nome della rosa, datato 1980, è stato tradotto in tutto il mondo e diventato in breve tempo un best-seller internazionale; con Il pendolo di Foucault si è confermato il suo sguardo critico e la straordinaria capacità narrativa. Eco è stato fondatore del dipartimento della Comunicazione dell’Università di San Marino; professore emerito e presidente della scuola superiore di Studi umanistici dell’Università di Bologna; e socio dell’Accademia dei Lincei per la classe di Scienze morali, storiche e filosofiche.
L’autore aveva espresso l’intenzione, comune ad altri suoi colleghi, di non pubblicare più per l’editore Mondadori-Rcs dopo la fusione e si era lanciato in una nuova impresa sostenuta da Elisabetta Sgarbi: la creazione della casa editrice La nave di Teseo. Consapevole della complessità di un’impresa editoriale, Eco era deciso a portare avanti questo progetto per diffondere la cultura, bene che riteneva indispensabile per l’uomo. Come era solito ripetere: «Chi arriva a 70 anni senza leggere avrà vissuto una sola vita, chi legge avrà vissuto 5000 anni. La lettura è un’immortalità all’indietro». Il professor Eco ci lascia un’eredità importante sulla quale riflettere. La sua curiosità lo portava a interessarsi alla cultura nelle sue più diverse forme espressive. Lo scorso dicembre l’editore Sandro Teti, gli manifestò il desiderio di Kamal Abdulla, conosciuto intellettuale azerbaigiano e autore del volume Il manoscritto incompleto, di incontrarlo, ed Eco aprì le porte della sua casa per parlare di misteriosi manoscritti e labirintiche narrazioni.
L’ultimo suo libro uscirà proprio per La nave di Teseo il 27 febbraio: Pape Satàn Aleppe, saggio che raccoglie “Le bustine di Minerva” (la rubrica di Eco sull’Espresso) dal 2000 a oggi. Parenti, amici, personalità del mondo della cultura, del teatro e del giornalismo lo ricordano con affetto, a cominciare da Inge Feltrinelli: «Era veramente un gigante internazionale che ha fatto tanto per l’Italia e per la cultura italiana». Commovente il drammaturgo teatrale e attore Moni Ovadia: «Perdiamo un’epopea, non solo un uomo. Lascia più di un vuoto, una voragine». L’illustratore Tullio Pericoli, che ha ritratto più volte Eco, rammenta gli anni della loro amicizia: «Rivedere i miei disegni in quest’occasione non è bello, però mi sono sentito di nuovo vicino a Umberto e mi ha fatto molto piacere». Anche tanti studenti e cittadini comuni hanno voluto omaggiare lo scrittore lasciando una rosa, una pianta o un biglietto di ringraziamento davanti casa sua, talvolta scambiandosi le loro memorie durante il loro dignitoso pellegrinaggio.
I funerali avranno luogo martedì alle 15.00 nel cortile della Rocchetta del Castello Sforzesco di Milano, monumento e simbolo della città su cui si affaccia la stessa casa di Eco. La cerimonia sarà laica e breve, e in seguito la salma verrà cremata in forma strettamente riservata.

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