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Bobbio Norberto - Calendario del Popolo

Bobbio Norberto

Postato da Redazione il 2 07 2013 in Chi siamo, Gli autori

(Torino, 1909-2004) è stato un filosofo, storico e politologo italiano.
Studiò al Liceo classico Massimo D’Azeglio dove conoscerà Leone Ginzburg, Vittorio Foa e Cesare Pavese, figure di primo piano della cultura italiana. Dal 1928, come molti giovani dell’epoca, fu iscritto al Partito nazionale fascista.
Allievo di Gioele Solari e Luigi Einaudi, si laureò in giurisprudenza nel 1931. Nel 1932 seguì un corso estivo all’Università di Marburgo, in Germania, insieme a Renato Treves e Ludovico Geymonat, dove conoscerà le teorie di Jaspers e i valori dell’esistenzialismo. L’anno seguente, si laureò anche in filosofia e nel 1934 conseguì la libera docenza in filosofia del diritto, che gli aprì le porte all’insegnamento, dapprima all’Università di Camerino, poi all’Università di Siena e a Padova.
Nel 1934 pubblicò il primo libro: L’indirizzo fenomenologico nella filosofia sociale e giuridica.
Le sue frequentazioni, sgradite al regime, gli valsero un primo arresto a Torino, insieme agli amici del gruppo antifascista Giustizia e Libertà; la chiara reputazione fascista di cui godeva la famiglia gli permise però una piena riabilitazione, tanto che, pochi mesi dopo, ottenne la cattedra di filosofia del diritto a Camerino.
Un anno dopo le leggi razziali giurò fedeltà al fascismo per poter ottenere la cattedra all’Università di Siena. E la giurò ancora nel 1940, a guerra dichiarata, per insediarsi alla cattedra del professor Adolfo Ravà, allontanato dall’Università di Padova perché ebreo. Questa parte della sua vita fu poi oggetto di svariate e severe critiche personali.
Nel 1942 partecipò al movimento liberalsocialista fondato da Guido Calogero e Aldo Capitini, e nell’ottobre dello stesso anno aderì al Partito d’azione clandestino. Il 6 dicembre del 1943 fu arrestato a Padova per attività clandestina e rimase in carcere per tre mesi.
Dopo la liberazione collaborò regolarmente con Giustizia e Libertà, quotidiano torinese del Partito d’azione.
Nel 1948 lasciò l’incarico a Padova e venne chiamato alla cattedra di filosofia del diritto dell’Università di Torino, annoverando corsi di notevole importanza.
La politica divenne un tema fondamentale nel suo percorso intellettuale e accademico, e, parallelamente alle pubblicazioni di carattere giuridico, aveva avviato un dibattito con gli intellettuali del tempo; nel 1955 aveva scritto Politica e cultura, considerato una delle sue pietre miliari, mentre nel 1969 era uscito il libro Saggi sulla scienza politica in Italia.
Nel 1979 fu nominato professore emerito dell’Università di Torino, e nel 1984 fu nominato senatore a vita dal presidente della Repubblica Sandro Pertini. In quanto membro del Senato si iscrisse prima come indipendente nel gruppo socialista, poi dal 1991 al gruppo misto e infine dal 1996 al gruppo parlamentare del Partito Democratico della Sinistra, poi divenuto dei Democratici di sinistra.
A riconoscimento di un’intera vita lucidamente dedicata alle scienze del diritto, della politica, della filosofia e della società, Bobbio ricevette lauree honoris causa da molte università, tra le quali quelle di Parigi, Buenos Aires e Madrid e vinse il Premio Balzan del 1994 e il Premio Agnelli nel 1995.
Nel 1997 pubblicò la sua autobiografia. Nel 2001 morì la moglie Valeria, e Bobbio iniziò un graduale ritiro dalla vita pubblica, pur rimanendo in attività e curando ulteriori pubblicazioni.
Dopo avervi trascorso la maggior parte della vita, Norberto Bobbio morì a Torino il 9 gennaio 2004.