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Numero 750/2010: 65 anni di pubblicazioni - Calendario del Popolo

Numero 750/2010: 65 anni di pubblicazioni

Postato da Redazione il 1 12 2010 in I numeri

65 anni di pubblicazioni


ISSN: 9770393 374002 00750

«C’è spazio, dunque, per Il Calendario del Popolo nei prossimi 89 anni? Certamente sì. Perché più che mai si è complicato il da farsi»
Luciano Canfora

«C’è bisogno di “casematte”, che siano luoghi di propagazione dell’intelligenza, di organizzazione di sguardi collettivi sul passato e sul futuro; c’è bisogno di libri, di pensieri, di riviste e c’è anche bisogno de Il Calendario del Popolo»
Nichi Vendola

«La voce de Il Calendario, contando sulla qualità intellettuale e sulla statura di molti dei suoi collaboratori, potrà ridare respiro a istanze critiche che illuminino aspetti della vita politica, sociale e culturale del nostro mondo e della nostra penisola»
Moni Ovadia

65esimo anniversario

Riprendono, dopo una brevissima interruzione, le pubblicazioni de Il Calendario del Popolo, una delle più longeve riviste italiane di cultura. La testata, che compie 65 anni, torna in libreria come trimestrale, arricchita dall’apporto di nuovi collaboratori, rinnovata nella linea editoriale e grafica, intenzionata a misurarsi con la complessità linguistica, tecnologica, comunicativa di questo tempo, senza smarrire l’originaria vocazione divulgativa e pop.
Attraverso una miscela di materiali di repertorio, interviste, narrazioni, contributi saggistici, questo numero istituisce un legame tra memoria e comprensione del presente, documentando l’incessante ricerca sviluppata da Il Calendario nel campo della storiografia, della mass culture e della riflessione politica. Ai reprint tratti dall’archivio storico della rivista, si affiancano ricordi d’autore dei contemporanei Diego Novelli, Guido Fanti, Gian Carlo Ferretti, Mario Geymonat e Franco Cardini e interventi di segno molteplice, in un ricalco ideale della tensione enciclopedica che ha contrassegnato l’esperienza del periodico. Luciano Canfora, Moni Ovadia, Valentino Parlato, Luciana Castellina, Milly Moratti, Nichi Vendola – solo per citare le firme più note – contribuiscono a rileggere, alla luce dei cruciali motivi della contemporaneità, la storia della rivista: sempre attenti ad allungare lo sguardo sulle frontiere del futuro.
Innovazione tecnologica e social network, televisione e cinema, crisi finanziaria, transiti migranti e pulsioni razziste, scuola pubblica e assetti politici sudamericani sono alcune tessere che compongono questo patchwork di spunti e sollecitazioni con cui Il Calendario del Popolo riprende la sua marcia.

SOMMARIO


Editoriale
Sandro Teti

Il popolo del Calendario
Franco Ferrarotti

Chi sono, cosa fanno, cosa vogliono i calendaristi
Redazione

La scuola del Calendario
Diego Novelli

Anch’io ho fatto un sogno
Mauro Olivi

Il miracolo emiliano
Guido Fanti

La storia siamo noi
Fulvio Bella

Lunga vita al Calendario
Mario Geymonat

Come è nato Il Calendario del Popolo
Giulio Trevisani

Per i nostri 30 anni
Carlo Salinari

Una rivista che difende e diffonde la memoria storica
Franco Della Peruta

La testimonianza di un redattore degli anni Cinquanta
Gian Carlo Ferretti

Il mio primo posto di lavoro
Ada Gigli Marchetti

Ricordo di Nicola Teti
Franco Cardini

Il Calendario e la Comunità
Laura Olivetti

Cari abbonati
Marisa Minoletti Teti

GLI STRUMENTI

Il Calendario: bilancio e prospettive
Luciano Canfora

Gramsci e il folklore
Ernesto De Martino

Il Calendario del cinema
Luciana Castellina

La dolce vita amarissima per i ceti clericali
Ugo Casiraghi

Una custode della democrazia
Moni Ovadia

Diseducare con la Tv
Lorella Zanardo

Nuovi alfabeti per antiche narrazioni
Laura Peretti, intervista a Nichi Vendola

Il muro da rompere: l’estraneità della scuola
Paolo Volponi

Il Calendario nell’era di internet
Piercarlo Ravasio

Le macchine di Turing
Marco Mondadori

Il regno oscuro della finanza
Bruno Perini, intervista a Guido Rossi

Anatomia di Wall Street
Diamante Limiti

Eravamo tutti italiani
Valentino Parlato

Razzismo e lavoro
Ada Lonni

Sulla violenza
Enzo Funari, intervista a Cesare Musatti

I patrimoni della mafia
Giovanni Falcone e Giuliano Turone

Vieni via da Capaci
Roberto Morrione

I GAP e la Resistenza in città
Giovanni Pesce

Il Calendario e la Resistenza
Davide Spagnoli

I partigiani sovietici in Italia
Nikolaj Timofeev

Lettere sull’amore
Vladimir Lenin

Ai nostri lettori nel decennale del primo Sputnik
Jurij Gagarin

Il Calendario e l’immagine dell’URSS
Carlo Benedetti

Il Calendario e l’America latina
Aldo Garzia

Le radici della tragedia che devasta l’America latina
Lelio Basso

Grazie al lavoro del Popolo
Zhores Alferov

Nuovi paradigmi per l’ambiente
Milly Moratti

Tornare alla terra
Ernesto Piccia

GLI ARTICOLI


Il popolo del Calendario di Franco Ferrarotti – la pubblicazione odierna del Calendario si prospetta una sfida da affrontare con coraggio all’interno di una società disorientata e distratta che ha perso valori e ideali.

La scuola del Calendario di Diego Novelli – il ruolo guida de Il Calendario del Popolo nella vita dei giovani del dopoguerra.

Anch’io ho fatto un sogno di Mauro Olivi – il messaggio unificante lanciato da Nicola Teti attraverso Il Calendario del Popolo è stato ereditato dal figlio Sandro che, con passione e devozione, persegue il sogno del padre.

Il miracolo emiliano di Guido FantiIl Calendario del Popolo è un progetto culturale e politico che nel dopoguerra funge da promotore sociale a favore delle istituzioni democratiche.

La storia siamo noi di Fulvio Bella – Il Calendario stimola la coscienza storica della gente e infonde i principi fondamentali della democrazia. Da questi ideali nascono cooperative solide e coese.

Torni a vivere il Calendario! di Mario Geymonat – Il Calendario funge da très d’union tra gli intellettuali e le masse divulgando temi di interesse storico e sociale.

Come è nato Il Calendario del Popolo di Giulio TrevisaniIl Calendario del Popolo nasce nel 1944 come un libricino-almanacco che riporta gli avvenimenti più importanti e si evolve da rivista quindicennale a mensile di cultura.

Per i nostri 30 anni di Carlo Salinari – Il Calendario favorisce la diffusione della cultura, il suo iniziale ruolo enciclopedico divenne successivamente più ideologico.

Una rivista che difende e diffonde la memoria storica di Franco Della Peruta – Il Calendario difende e promuove la coscienza storica dei suoi lettori.

La testimonianza di un redattore degli anni Cinquanta di Gian Carlo Ferretti –lavorare per Il Calendario del Popolo è un’esperienza estremamente educativa, la rivista è uno strumento decisamente importante nella battaglia per l’emancipazione culturale.

Il mio primo posto di lavoro di Ada Gigli Marchetti – Il Calendario è una comunità di intellettuali il cui obbiettivo è divulgare la conoscenza.

Ricordo di Nicola Teti di Franco Cardini – Nicola Teti portava avanti Il Calendario come se fosse un dovere, un compito e una missione per un mondo futuro di pace, libertà e giustizia.

Il Calendario è comunità di Laura Olivetti – in un periodo di ricostruzione sociale, politica, economica, di fermento spirituale e culturale Il Calendario diventa uno strumento di informazione e alfabetizzazione delle masse.

Cari abbonati di Marisa Minoletti Teti – un ringraziamento speciale a tutti gli abbonati.

Luciano Canfora, «Il Calendario: bilancio e prospettive»: Il Calendario del Popolo ha il compito di diffondere concetti sempre più attuali e difficili, in un mondo in cui tutto è cambiato e gli aspetti negativi della vita hanno preso il sopravvento.

Gramsci e il folklore di Ernesto De Martino – Gramsci differenzia la cultura dalla cultura popolare che non è solo arretratezza e superstizione.

Il Calendario del cinema di Luciana CastellinaIl Calendario del Popolo ha favorito l’alfabetizzazione politico culturale del popolo italiano con il fondamentale apporto della rubrica cinematografica.

La “dolce vita” di Fellini amarissima per i ceti clericali di Ugo Casiraghi – il film di Fellini mostra con cinismo la società corrotta e ne fa un’arma culturale per combattere il sistema.

Un custode della democrazia di Moni Ovadia – grazie all’ottima qualità intellettuale, Il Calendario del Popolo crea un dibattito culturale, politico e sociale a favore dell’educazione democratica del cittadino e alla formazione dei singoli essere umani.

Diseducare con la Tv di Lorella Zanardo – la Tv crea modelli sociali per questo i giovani vanno educati a una corretta visione della Tv al fine di renderli spettatori consapevoli e dunque liberi.

Nuovi alfabeti per antiche narrazioni, intervista a Nichi Vendola – «C’è bisogno di “casematte”, che siano luoghi di propagazione dell’intelligenza, di organizzazione di sguardi collettivi sul passato e sul futuro; c’è bisogno di libri , di pensieri, di riviste e c’è anche bisogno de Il Calendario del Popolo».

Il muro da rompere: l’estraneità della scuola di Paolo Volponi – il rapporto tra cultura e realtà è legato alla partecipazione dei cittadini lavoratori nelle scuole.

Il Calendario nell’era di internet di Piercarlo Ravasio – la rete è un ottimo mezzo per ottenere visibilità e popolarità; affrontare il web con linguaggi, metafore e simboli nuovi è un’avvincente sfida per Il Calendario.

Le macchine di Turing di Marco Mondadori – la tesi di Turing sostiene che esiste un’unica macchina universale in grado di eseguire qualunque algoritmo.

Il regno oscuro della finanza, intervista a Guido Rossi – «credo che una riforma del sistema possa funzionare soltanto se è globale».

Anatomia di Wall Street di Diamante Limiti – Wall Street è il centro di un enorme sistema bancario fondamentale per lo sviluppo del capitalismo mondiale.

Eravamo tutti italiani di Valentino ParlatoIl Calendario del Popolo sensibilizza gli italiani e salvaguardia la memoria storica per combattere il razzismo e l’intolleranza.

Razzismo e lavoro di Ada Lonni – il sentimento razziale emerge con forza e rabbia nei momenti di recessione o crisi e trae spunto dalla concorrenza sul mercato del lavoro.

Sulla violenza, intervista a Cesare Musatti – «La gente non si accontenta più di situazioni modeste, di un modesto livello di vita, aspira ai consumi e al successo comunque si ottengano».

I patrimoni della mafia di Giovanni Falcone e Giuliano Turone – l’affinamento delle tecniche criminali porta a un approfondimento delle inchieste nella lotta alla mafia.

Vieni via da Capaci di Roberto Morrione – Falcone, magistrato incorruttibile e tenace, fu fautore di una nuova organizzazione delle indagini antimafia.

I Gap e la resistenza in città di Giovanni Pesce – la lotta gappista contro i nazisti richiedeva sangue freddo, nervi a tutta prova, grande audacia e molta unità, un mix che rese vittoriosa la lotta di liberazione.

Il Calendario e la Resistenza di Davide Spagnoli – Il Calendario stimola allo studio generazioni vittime del bombardamento mediatico di una destra il cui obiettivo è scardinare i valori fondamentali della Resistenza.

I partigiani sovietici in Italia di Nikolaj Timofeev – la storia del partigiano Fjodor, amato e rispettato da tutto il reparto, caduto in terra italiana.

Lettere sull’amore di Vladimir Lenin – rivendicazione della libertà borghese dell’amore.

Ai nostri lettori nel decennale del primo Sputnik di Jurij Gagarin – un saluto ai lettori del Calendario.

Il Calendario e l’immagine dell’URSS di Carlo Benedetti Il Calendario del Popolo affronta in chiave programmatica i problemi più attuali e urgenti della situazione sovietica attraverso vicende storiche e politiche.

Il Calendario e l’America Latina di Aldo Garzia – Il Calendario si è sempre occupato dell’America Latina attraverso articoli economici, geografici, politici, sociali e storici.

Le radici della tragedia che devasta l’America Latina di Lelio Basso – il ciclo di inchieste e denunce del Tribunale Russell per l’America Latina.

Grazie al lavoro del popolo di Zhores Alferov – la Russia è destinata a essere una grande potenza grazie al lavoro del suo popolo.

Nuovi paradigmi per l’ambiente di Milly Moratti – scelte e strategie a favore dell’ambiente: energia alternativa e risparmio energetico.

Tornare alla terra di Ernesto Piccia – le campagne muoiono e i giovani non vengono avviati verso la terra.