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Numero 754/2011: il default della democrazia - Calendario del Popolo

Numero 754/2011: il default della democrazia

Postato da Redazione il 1 12 2011 in I numeri

il default della democrazia


ISSN: 9770393 374002 10754

La grave situazione economica e finanziaria dell’Europa sta aggredendo la democrazia e la politica. In nome del sogno unitario, ai cittadini europei è stato chiesto di rinunciare a parte della sovranità dei propri governi, ma ora la democrazia sembra essere subordinata allo spread e ai parametri finanziari. La politica intanto cede il passo ai tecnici e alla tecnocrazia, perché è incapace di “rassicurare i mercati”; tagli e rigore insistono a senso unico sui più deboli e vulnerabili. Mentre la BCE non può svalutare l’euro, perché non è una vera banca centrale, sembra che invece il lavoro e i diritti possano essere svalutati e messi in discussioni indefinitamente. La democrazia rischia il default.

Il default della democrazia è il nuovo numero de Il Calendario del Popolo, che affronta l’attualissimo tema del rapporto tra democrazia e finanza da diversi punti di vista, attraverso le voci autorevoli di giornalisti, sindacalisti, economisti, sociologi. L’argomento è di virale attualità, come dimostrano gli eventi degli ultimi mesi: il referendum prima concesso al popolo greco e poi annullato, usato come arma di ricatto per ottenere condizioni più favorevoli al default controllato del debito sovrano ellenico; il governo spagnolo costretto alle dimissioni; una lettera marcata “confidenziale”, inviata dalla Banca centrale europea al premier Berlusconi, con precise istruzioni da seguire nella determinazione della politica economica italiana; la formazione, poco dopo, di un esecutivo tecnico nello stesso Paese.
Subordinata allo spread e ai parametri finanziari, la rappresentanza collettiva arretra di fronte alle spietate logiche della finanza, così come intanto la politica abdica ai tecnici e alla tecnocrazia, perché è incapace di “rassicurare i mercati”; tagli e rigore insistono a senso unico sui più deboli e vulnerabili. Mentre la BCE non può svalutare l’euro, perché non è una vera banca centrale, sembra che invece il lavoro e i diritti possano essere svalutati e messi in discussione indefinitamente. La democrazia rischia il fallimento, a partire dal Paese dove ha visto la luce, la Grecia. I contributi di questo numero de Il Calendario del Popolo affrontano il tema dei politici che cedono il passo ai tecnici (Alfonso Gianni), mostrano la mappa geopolitica dell’economia neoliberista (Alessandro Politi), fanno un esame dei costi sociali provocati dagli interventi del governo tecnico in materia pensionistica e richiamano l’attenzione sui temi della crescita, dello sviluppo, della dignità del lavoro (Carla Cantone), tirano le somme delle mobilitazioni popolari, dall’Onda studentesca nel 2008 all’appuntamento mondiale del 15 ottobre 2011 (Marco Furfaro) e spiegano perché non è l’austerity la ricetta giusta per uscire dalla crisi (Silvano Andriani). Un glossario aiuta a districarsi tra i termini più tecnici. Completano il quadro tre interviste a Paolo Savona, Stefano Fassina e Nerio Nesi.

SOMMARIO


Diritto al fallimento
Andrea Scarabelli

Editoriale
Sandro Teti

Introduzione
Paolo Bianchi

L’esproprio della democrazia
Alfonso Gianni

Democrazia e regimi autoritari
Alessandro Politi

Giù le mani
Carla Cantone

Manovra e pensioni senza equità
SPI-CGIL Nazionale

Attacco al lavoro
Dino Greco

I poveri pagano di più
Franco Ferrarotti

La sfida dei movimenti
Marco Furfaro

Deficit Europa
Pasqualina Napoletano

Ricette sbagliate
Silvano Andriani

Ai bordi dell’Europa
Roberto Romano

La Germania problema dell’Europa
Stefano Sylos Labini

Interviste

Anarchia della finanza
Nerio Nesi

Eresie ed esorcismi
Paolo Savona

Per un nuovo New Deal
Stefano Fassina

A seguire:

La guerra dei dollari
Enrico Facchini

Il comunista che mangiava le farfalle
Maurizio Garuti

Ricordo di Franco Della Peruta
Luciano Canfora

Ricordo di Franco Della Peruta
Ada Gigli Marchetti

Ricordo di Lucio Magri
Valentino Parlato

GLI ARTICOLI


Diritto al fallimento di Andrea Scarabelli – nella metropoli tentacolare, frenetica, soffocata dal traffico, si consuma la dolente attesa dell’incontro tra un padre e un figlio ai tempi della crisi. Un racconto amaro sui mille risvolti del failure.

L’esproprio della democrazia di Alfonso Gianni – tra primato della tecnica e crisi della politica, prende corpo, all’insegna dello stato d’eccezione, un «misterioso sistema di governance» che allude alla compiuta separazione tra moderno capitalismo e democrazia.

Democrazia e regimi autoritari di Alessandro Politi – il rapporto politica-economia nell’età del finanzcapitalismo. Dalla Russia di Putin all’America democratica, dalla Turchia di Erdogan alla Cina “comunista”, Politi delinea una mappa geopolitica dominata dall’egemonia neo-liberista.

Giù le mani di Carla Cantone – a firma del segretario generale dello SPI-CGIL un esame dei costi sociali provocati dagli interventi del governo tecnico in materia pensionistica e un accorato richiamo ai temi della crescita, dello sviluppo, della dignità del lavoro.

Manovra e pensioni senza equità di SPI-CGIL Nazionale – l’annosa questione previdenziale all’insegna dell’iniquità sociale tra governo Berlusconi ed esecutivo tecnico.

Attacco al lavoro di Dino Greco – dentro la crisi, nell’eclissi della democrazia, l’ideologia dello spread, la disintegrazione del welfare e l’offensiva contro i diritti del lavoro: ancora una volta sulla cresta dell’onda lunga neo-liberista.

I poveri pagano di più di Franco Ferrarotti – gli effetti psicologici, sociali ed economici dell’impoverimento progressivo. Tra disgregazione dei nuclei familiari, malattia, scarsità di reddito e diffondersi delle passioni tristi, prolifera la grande piaga dell’usura.

La sfida dei movimenti Marco Furfaro – dalle mobilitazioni studentesche dell’Onda nel 2008 all’appuntamento mondiale del 15 ottobre 2011, un resoconto tachicardico e in presa diretta delle lotte contro il neo-liberismo e la dittatura finanziaria.

Deficit Europa di Pasqualina Napoletano – i precari equilibri delle istituzioni continentali alla luce della crisi internazionale e le scommesse politico-economiche che dovrebbe affrontare un’Unione europea rinnovata.

Ricette sbagliate di Silvano Andriani – nel segno di una critica delle politiche di austerity, un nuovo orizzonte d’intervento economico che violi tabù e santuari del monetarismo: dalla compressione della domanda all’intoccabilità del patto di stabilità.

Ai bordi dell’Europa di Roberto Romano – le ragioni della mancata crescita e dell’arretramento economico del Belpaese attraverso un’analisi della struttura produttiva e per una nuova politica dei redditi.

La Germania problema dell’Europa di Stefano Sylos Labini – un viaggio a ritroso nella politica economica della Germania anni Trenta per un differente modo di concepire – e impiegare – i titoli di Stato.

Interviste

Anarchia della finanza, intervista a Nerio Nesi – la finanza internazionale e il sistema monetario europeo visti dall’ex presidente della Banca nazionale del lavoro.

Eresie ed esorcismi, intervista a Paolo Savona – squilibri del mercato, errate scelte strategiche in politica economica, false soluzioni a grandi problemi, in Italia e in Europa, dalla fondazione dell’unione economica a oggi, secondo l’ex ministro dell’industria nel governo Ciampi.

Per un nuovo New Deal, intervista a Stefano Fassina – il responsabile del settore Economia e Lavoro del Partito democratico delinea lo scenario di un nuovo keynesismo.

A seguire:

La guerra dei dollari di Enrico Facchini – un reprint d’archivio dedicato al ruolo del dollaro nell’economia mondiale e agli ostacoli che si frapponevano innanzi al sogno di una moneta unica. 40 anni più tardi, in Europa, quel sogno rischia di trasformarsi in un incubo.

Maurizio Garuti, recensione de Il comunista che mangiava le farfalle di Mauro Olivi (Pendragon, Bologna).

Ada Gigli Marchetti e Luciano Canfora ricordano lo storico Franco Della Peruta, direttore de Il Calendario del Popolo dal 1977 al 2010.

Valentino Parlato, in memoria di Lucio Magri.