Warning: array_shift() [function.array-shift]: The argument should be an array in /web/htdocs/www.calendariodelpopolo.it/home/config/ecran_securite.php on line 283
Numero 755/2012: primavera araba - Calendario del Popolo

Numero 755/2012: primavera araba

Postato da Redazione il 1 01 2012 in I numeri

primavera araba


ISSN: 9770393 374002 20755

La Primavera araba è una stagione carica di aspettative ma anche di pericoli. Dalle strade di Tunisi a piazza Tahrir, dal deserto libico alle acque del Mediterraneo, le rivoluzioni iniziate nel 2011 sono un evento epocale che Il Calendario racconta attraverso straordinarie immagini e inediti punti di vista, provenienti da tutto il mondo. Il tema centrale è il grande sforzo di comprensione che spetta all’Occidente di fronte alla lotta degli shabab, i giovani arabi: una battaglia dagli esiti ancor oggi imprevedibili, tra i quali la democrazia non è purtroppo il più scontato.

Primavera Araba è il nuovo numero de Il Calendario del Popolo che accoglie analisi, racconti e impressioni da tutto il mondo sui movimenti rivoluzionari che hanno infiammato il Medio Oriente. Sordi al montare della marea, ma lesti nel coniare formule a effetto, i media occidentali l’hanno battezzata Arab Spring, stagione nuova di speranze che ha mutato il corso della Storia di quell’area, brezza sostenuta dal respiro collettivo di donne e uomini in lotta per la libertà.
A quasi un anno e mezzo dall’inizio della rivoluzione tunisina, la Primavera araba che si configurava come cesura epocale, occasione storica che chiama direttamente in causa l’Occidente si sta depotenziando e le grandi speranze rischiano di essere deluse. La posta in gioco è lo sviluppo della democrazia dopo gli anni Zero, dopo il cupo decennio iniziato con l’ecatombe del World Trade Center, consumato all’insegna dello “scontro di civiltà”.
Ai paesi europei spetta un grande sforzo di comprensione, la spregiudicata pratica di altri punti di vista, la costruzione di nuovi legami tra le due sponde del Mediterraneo. Occorre dismettere la retorica da “guardiani” dell’unica, vera democrazia, in una congiuntura in cui – proprio nei confini della vecchia Europa – è la stessa tenuta democratica a essere compromessa dai diktat di un neo-liberismo in veste tecnocratica.
Il Calendario del Popolo, illustrato dalle foto scattate sul campo da Luca Sola, tra Libia ed Egitto, ha raccolto e riunito diversi punti di vista sulle rivolte arabe e sulle loro conseguenze. Farid Adly le racconta dall’angolazione libica, Said Chaibi dal Marocco, David Sorani dal punto di vista di Israele, Marc Innaro dall’Egitto, Barbara Meo Evoli dal Venezuela, e poi ancora Vittorio Ianari, B.F. Awad Hanna, Ayachi Hammami e Mehmet Paçaci e così via in un giro del mondo attraverso le voci di osservatori privilegiati – giornalisti, diplomatici, attivisti – che guardano al Medio Oriente con speranza o preoccupazione, ma sempre con assoluto interesse. A partire da questo nuovo numero due importanti novità: più spazio alla parte non monografica, con articoli che spaziano dalla cultura, alla tecnologia, alla geopolitica. Si discute di Quinto Stato con Roberto Ciccarelli, di Internet delle cose con Sergio Bellucci, del nuovo corso di Cuba con Roberto Livi e di “come sopravvivere al futuro” con la recensione di Alessandro Politi.

SOMMARIO


La primavera non bussa
Linda Sutto

Editoriale
Sandro Teti

Introduzione
Redazione

Il cammino della libertà
Alain Gresh

La rivoluzione araba al punto di svolta
Alessandro Politi

La vittoria sulla paura
Vittorio Ianari

L’utopia di Tahrir
Vincenzo Mattei

La maledizione del petrolio
Farid Adly

Il dialogo mancato
Botros Fahim Awad Hanna

La Primavera in me
Said Chaibi

La battaglia di Tunisi
Ayachi Hammami

La diffidenza di Israele
David Sorani

In principio Ankara
Mehmet Paçaci

Vista da Caracas
Barbara Meo Evoli

Democrazie e comunicazione
Marc Innaro

La Primavera del lavoro
Mario Sai

Transiti mediterranei
Stefano Volpicelli

Che cos’è il quinto Stato?
Roberto Ciccarelli

Internet delle cose
Sergio Bellucci

Il nuovo corso a Cuba
Roberto Livi

Sopravvivere al futuro
Alessandro Politi

GLI ARTICOLI


La primavera non bussa di Linda Sutto – la rivoluzione egiziana dalla parte di un giovane militare. Ricordi, speranze e dubbi d’un ribelle in un racconto in prima persona dalla frontiera del futuro prossimo.

Il cammino della libertà di Alain Gresh – dalla Libia al Medioriente, dall’Egitto all’Arabia Saudita, presente e prospettive della primavera araba, quando «tornare indietro è impossibile».

La rivoluzione araba al un punto di svolta di Alessandro Politi – scenario geopolitico, sfere d’influenza, esiti controversi delle rivoluzioni, all’incrocio tra spinte restauratrici e sperimentazione di una democrazia inedita.

La vittoria sulla paura, intervista a Vittorio Ianari – primavera araba e costituzionalizzazione dell’Islam politico. L’arabista Vittorio Ianari ragiona su democrazia e questione religiosa.

L’utopia di Tahrir di Vincenzo Mattei – un resoconto, concitato e in presa diretta, dei giorni di piazza Tahrir, mentre all’orizzonte della storia s’addensano le cupe nubi dell’incertezza: «La primavera araba si sta trasformando in un inverno».

La maledizione del petrolio di Farid Adly – Libia antico crocevia dell’economia idrocarburica dall’avventura coloniale italiana al crollo del regime di Muhammar Gheddafi.

Il dialogo mancato, intervista a Botros Fahim Awad Hanna – diritti delle minoranze, questione religiosa e nuovo corso politico in Egitto dopo la caduta di Hosni Mubarak. Il vescovo copto Botros Hanna affronta i temi della convivenza tra fedi diverse nel Paese del Nilo.

La primavera in me di Said Chaibi – un viaggio nella memoria alla scoperta di antiche e nuove identità, un transito dall’Italia al Marocco alla ricerca delle ragioni della lotta e di nuove occasioni di democrazia.

La battaglia di Tunisi, intervista ad Ayachi Hammami – la rivoluzione tunisina tra nuovo protagonismo femminile e ruolo del web. L’avvocato Ayachi Hammami, attivista e membro del Partito iniziativa democratica, racconta l’origine della primavera araba.

La diffidenza di Israele di David Sorani – la controversa prospettiva israeliana sulle rivoluzioni, sospesa tra attendismo politico e occasioni di cambiamento.

In principio, Ankara, intervista a Mehmet Paçaci – il professor Mehmet Paçaci della presidenza Affari religiosi del governo di Ankara interpreta le rivoluzioni arabe attraverso gli eventi che hanno segnato la vita politica turca nell’ultimo decennio.

Vista da Caracas di Barbara Meo Evoli – la primavera araba in un controcampo d’oltreoceano e la Libia come teatro di un nuovo intervento imperialista.

Democrazie e comunicazione, intervista a Marc Innaro – il corrispondente Rai Marc Innaro ragiona su comunicazione mainstream e social media al tempo delle rivoluzioni arabe.

La primavera del lavoro di Mario Sai – oltre la retorica del cyberattivismo, la questione sociale, gli scioperi sindacali e le lotte dei lavoratori nella primavera araba.

Transiti mediterranei di Stefano Volpicelli – le due sponde del Mediterraneo e i transiti migranti dalla Tunisia all’Italia.

Che cos’è il Quinto Stato? di Roberto Ciccarelli – identità negate e nuovi soggetti fuori dalla sfera della cittadinanza. Una ricognizione dell’invisibilità sociale.

Internet delle cose di Sergio Bellucci – le nuove frontiere del web 3.0 sul labile confine tra realtà e universo virtuale.

Il nuovo corso a Cuba di Roberto Livi – riforme e svolte politiche a Cuba.

Sopravvivere al futuro di Alessandro Politi – recensisce 2030. La tempesta perfetta. Come sopravvivere alla Grande Crisi di Gianluca Comin Donato Speroni (Rizzoli, 2012).