Warning: array_shift() [function.array-shift]: The argument should be an array in /web/htdocs/www.calendariodelpopolo.it/home/config/ecran_securite.php on line 283
Numero 758/2012: SPORT e altre storie - Calendario del Popolo

Numero 758/2012: SPORT e altre storie

Postato da Redazione il 30 12 2012 in I numeri

SPORT e altre storie


ISSN: 9770393 374002 20758

Da Dorando Pietri a Usain Bolt, dalle Olimpiadi di ieri agli spalti degli stadi di oggi. Il Calendario del Popolo sceglie il tema dello sport e in questo numero inaugura la nuova rubrica di Luciano Canfora, Il Fratello Babeuf. Si riprendono le fila del mai risolto rapporto tra sport e sinistra, un binomio raccontato da chi se ne è occupato da sempre: lo storico Sergio Giuntini. Un viaggio dagli inizi del secolo scorso passando attraverso le piccole e grandi imprese di donne e uomini. Come quella della prima donna italiana a conquistare un oro olimpico Ondina Valla – in copertina – o quelle che raccontano l’altrosport, che passa attraverso l’uguaglianza dei diritti e i chilometri ancora da percorrere. Il racconto è affidato a storici, giornalisti, atleti, operatori del settore, appassionati. Tra gli altri contributi di questo numero: Gianni Vattimo ricorda il presidente Hugo Chávez, si raccontano gli scioperi del marzo 1943, il ruolo dell’Agenzia della comunicazione nel nostro Paese, recensioni, e altre storie.

SOMMARIO


Il PCI dal dopoguerra alla Bolognina
Sergio Giuntini

Editoriale
Sandro Teti

La via lombarda allo sport cattolico
Fabrizio Felice

Lo sport femminile
Margherita Marcheselli

Atlete italiane nella storia
M. Marcheselli e M. Cinquepalmi

Le olimpiadi e il rifiuto della donna sportiva
Francesco Muollo

L’arbitro donna in un mondo maschile
Laura Scanu

Il rugby dal fascismo alla Lega Nord
Elvis Lucchese

Dagli “oriundi” ai “nuovi italiani”
Nicola Sbetti

Da Londra 1908 a Londra 2012: olimpiadi e devastazioni
Luca Pisapia

La curva della vergogna
Nicola Sellitti

Il Brasile e la sfida della Confederations Cup
Darwin Pastorin

Equo, popolare e solidale: lo sport e la coesione sociale
Michele Papagna e Bence Garamvolgyi

Ogni società ha lo sport che si merita
dall’Almanacco CdP 1956

Tifo sportivo
dall’Almanacco CdP 1956

Rubrica: MMS
In memoria di Adriano Eccel
Dario Coletti

Rubrica: Il fratello Babeuf
Diplomazia sovietica tra Israele e paesi arabi
Luciano Canfora

Il vento del Nord: scioperi del marzo 1943
Antonio Pizzinato

Garanzie nelle comunicazioni
Lorenzo Chiavetta

Il ritorno all’intuizione
Alvise Masto

Infanzia rom a Roma
Associazione 21 luglio

L’eredità chavista
Gianni Vattimo

Dal por ahora al para siempre
M.V. giornalista freelance

Eroi della Resistenza: Dal Caucaso agli Appennini
Valentino Parlato

GLI ARTICOLI


Il Pci dal secondo dopoguerra alla Bolognina di Sergio Giuntini – Il PCI nell’ambito dello sport e le personalità che hanno avuto un ruolo preminente nella direzione delle sue tappe evolutive: dal Fronte della gioventù alla costituzione dell’UISP, dalla polemica con la FGCI fino alla svolta occhettiana della Bolognina alla fine degli anni Ottanta.

La via lombarda allo sport cattolico di Fabrizio Felice – Il singolare caso della Federazione ginnastica regionale lombarda (FGRL), organismo di ispirazione cattolica che merita attenzione. Un’analisi che ne traccia la genesi e gli sviluppi raccontando in particolar modo gli avvenimenti che accadono tra gli anni 1907 e 1914.

Lo sport femminile di Margherita Marcheselli – In Italia l’inserimento della donna nei contesti sportivi è legato al fascismo e alla necessità di «costruire un fisico robusto, per generare figli forti e utili alla patria, che sarebbero diventati coraggiosi soldati o indefessi lavoratori». Le prime gare ufficiali degli anni Venti sono la loro occasione per liberarsi di indumenti costrittivi.

Atlete italiane nella storia di Margherita Marcheselli e Mara Cinquepalmi – Alfonsina Morini Strada, la prima ciclista italiana a entrare nella storia partecipando al Giro d’Italia nel 1924; Ondina Valla, il primo oro olimpico negli 80 m a ostacoli alle olimpiadi di Berlino del 1936; Carolina Morace, calciatrice a livello agonistico, prima allenatrice in Europa di una squadra professionista maschile.

Le olimpiadi e il rifiuto della donna sportiva – Francesco Muollo rintraccia, nella conquista di spazio da parte delle donne atlete all’interno di un mondo tradizionalmente ad appannaggio degli uomini, il segno dell’evoluzione sociale e culturale mondiale, e le relative sacche di resistenza che ancora sopravvivono in alcuni paesi.

L’arbitro donna in un mondo maschile di Laura Scanu – Nel 1990 l’Associazione italiana arbitri apre alle donne una dimensione controllata da uomini. Il loro valore aggiunto «è la preparazione tecnica, la sensibilità razionale, la lettura critica e civile del contesto».

Il rugby dal fascismo alla lega Nord di Elvis Lucchese – Il rugby in Italia si lega al fascismo a partire dagli anni Trenta. Il regime lo elegge a “sport da combattimento” cavalcandone l’esaltazione, allora più di oggi, della prestanza fisica e della potenza muscolare degli atleti. La riflessione di Elvis Lucchese dimostra che ancora oggi il legame tra sport e ideologia, seppur mutato negli anni, rimane saldo.

Dagli “oriundi” ai “nuovi italiani” di Nicola Sbetti – I cittadini nati all’estero ma naturalizzati italiani, come nel caso degli atleti, e le “seconde generazioni” sono protagonisti di veri e propri episodi di discriminazione e sembrano non essere tutelati a sufficienza dalla legislazione sulla cittadinanza: la conseguenza è la difficoltà di accedere alle discipline e di crescere professionalmente.

Da Londra 1908 a Londra 2012: olimpiadi e devastazioni – Luca Pisapia ci parla delle devastazioni inferte al tessuto urbano, abitativo e sociale dei quartieri in cui sono sorte le infrastrutture e gli impianti che hanno ospitato le olimpiadi. La capitale britannica è un chiaro esempio di questa evoluzione negativa: da evento sportivo mondiale a evento finanziario e speculativo.

La curva della vergogna di Nicola Sellitti – Una pallonata scagliata con rabbia contro la balaustra della tifoseria avversaria: dopo questo plateale gesto di protesta del milanista Kevin Prince Boateng, per la prima volta in Italia il calcio si è fermato per razzismo Nicola Sellitti ricorda gli episodi recenti e meno recenti dell’intolleranza razziale che si manifesta sugli spalti dei campi di calcio.

Il Brasile e la sfida della Confederations Cup di Darwin Pastorin – italiano nato e cresciuto in Brasile, racconta la rinascita economica e sociale del suo Paese, che si riflette nel futèbol, tra le glorie del passato e i nuovi campioni che fanno crescere le attese dei sostenitori della Nazionale per la prossima Confederations Cup. Sullo sfondo, l’antico, inevitabile legame con l’Italia.

Equo, popolare, solidale: lo sport e la coesione sociale di Michele Papagna e Bence Garamvolgyi – Il calcio non è solo sport ma anche spettacolo e, soprattutto, business. Il premio l’Altropallone nasce per ricordare a tutti che lo sport, dall’Italia multietnica all’Europa, dall’Africa all’Asia, è principalmente un gioco, uno straordinario e potente mezzo di coesione e integrazione sociale.

MMSDario Coletti, nella sua rubrica MMS, incontra l’alter ego del geniale artista recentemente scomparso Adriano Eccel. Carol Duval è l’anziano archivista di un museo d’arte americano in cui Adriano s’immedesima, permettendoci di visualizzare il suo punto di vista semplice ma perfetto, capace di oggettività e soggettività allo stesso tempo.

Il fratello BabeufLuciano Canfora inaugura la nuova rubrica Il fratello Babeuf inquadrando il panorama politico e le oscillazioni della diplomazia stalinista e la «pragmatica tendenza a usare come giocattoli di nessun peso gli elementi ideologici nello scacchiere internazionale», atteggiamento largamente diffuso anche tra gli occidentali.

Antonio Pizzinato, nel suo articolo, scandisce le tappe di una presa di coscienza collettiva e spesso spontanea di uomini e donne che nella primavera del ’43 hanno dato vita a quella che nell’autunno dello stesso anno sarà definita la lotta di Liberazione.

Lorenzo Chiavetta s’interroga sull’etica nel ruolo dell’AGCOM (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni). Nel ricostruire la genesi di un organo d’indipendenza e autonomia nell’interesse dell’intera comunità, emergono le tante contraddizioni che dimostrano e il condizionamento subito dai mezzi di comunicazione nel nostro Paese.

Alvise Masto presenta un capo di Stato ma, soprattutto, un grande poeta e filosofo, Léopold Sédar Senghor, eletto presidente della Repubblica indipendente del Senegal nel 1960. Fu definito da Sartre un “Orfeo nero”, e fu colui che, con altri, contribuì a coniare un termine che più di tutti definì uno stile poetico in cui “le emozioni occupano il primo posto”: négritude.

Infanzia rom a Roma di Associazione 21 luglio – Le comunità rom sono una realtà; lo stato di disagio sociale in cui oggi vivono nel nostro paese dimostra come le istituzioni siano ancora incapaci di gestire un solido processo d’integrazione, nonostante i principi sanciti nella Dichiarazione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Il perenne stato di esclusione di generazioni di persone rom.

Gianni Vattimo ricorda Hugo Chávez: «…ha avviato e in gran parte realizzato un’epocale trasformazione emancipativa del suo Paese» al cui modello, secondo il filosofo, l’Europa e il mondo dovrebbero ispirarsi per «creare i modelli per il proprio rinnovamento».

M.V, giornalista freelance, da Caracas spiega perché per i venezuelani «la storia si divide in quattro parti – prima e dopo Cristo, prima e dopo Chávez…». Il racconto di un presidente e del suo popolo che lo commemora.