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Numero 763/2014: Tele-Visioni - Calendario del Popolo

Numero 763/2014: Tele-Visioni

Postato da Redazione il 5 06 2014 in I numeri

Tele-Visioni

ISSN: 9770393 374002 40763

Il passato è glorioso, il presente è incerto e il futuro è pieno di rischi. A sessant’anni dalla nascita della Tv in Italia Il Calendario del Popolo dedica il suo nuovo numero a questo fondamentale mezzo di comunicazione. Un’analisi approfondita di esperti del settore sullo stato dell’arte del "quinto potere" nell’epoca di internet.

SOMMARIO

L’ultima brezza della giornata
Edoardo Fleischner

Editoriale
Sergio Bellucci

Ieri, oggi e e domani Rai
Barbara Scaramucci

Il sistema italiano, un’anomalia
Marco Mele

La Tv al tempo delle reti
Alberto Abruzzese

La Rai che non c’è sempre stata, può tornare a esserci?
Andrea Melodia

Storia prima felice, poi dolentissima e funesta
Roberta Gisotti

I miei primi sessant’anni
Giacomo Mazzone

È stato bello vecchia signora Tv
Glauco Benigni

Rai: sessant’anni non sono passati invano
Gianpiero Gamaleri

Gli effetti positivi e negativi della Tv
Enrico Cheli

L’inchiesta televisiva
Ennio Remondino

Immaginario Tv Rai fuori sinc di uno spettatore
Pasquale Donnarumma

Cultura e Tv: la grande opportunità
Flavia Barca

L’audiovisivo e e le misure protezionistiche dell’Ue
Alfonso Contaldo

il fratello Babeuf: un esempio perfetto di linguaggio politico
Luciano Canfora

MMS: la città invisibile
Dario Coletti

Latinoamericando
Aldo Garzia

Camminare: una rivoluzione
Adriano Labbucci

Caro Mario
Sandro Teti

Il mondo di Frida
Giulia Romanin Jacur

GLI ARTICOLI

L’ultima brezza della giornata di Edoardo Fleischner – Siamo nel XXIV secolo. Ogni singola azione ed evento è previsto con assoluta certezza per mezzo della rete di memorie della galassia...

Editoriale di Sergio Bellucci – La storia della televisione di un Paese si intreccia indelebilmente con quella della politica. Ne risulta figlia e madre, in un rapporto incestuoso che nessuna lama sembra poter recidere. Proprio per questo la qualità di una democrazia si misura sulla libertà di informarsi e di informare.

Ieri, oggi e e domani Rai di Barbara Scaramucci – La Tv italiana compie sessant’anni; il passato è glorioso ma il futuro è incerto e pieno di rischi. Questo vale innanzitutto per la Rai in quanto la Tv tematica, satellitare e digitale non ha ancora 30 anni ed è, dunque, nel pieno delle sue energie. Sono però moltissime le azioni che può compiere la Rai per continuare ad avere una sua leadership.

Il sistema italiano, un’anomalia di Marco Mele – Servizio pubblico ha senso solo come servizio universale. Oggi sta cambiando la modalità con cui si realizzano, si distribuiscono e si consumano gli audiovisivi. Da un modello verticale si passa un modello orizzontale, dove gli spettatori scelgono il programma e non il canale. Serve un servizio pubblico in questo contesto?

La Tv al tempo delle reti di Alberto Abruzzese – Lo sviluppo tecnico e scientifico delle innovazioni digitali procede a intervalli sempre più stretti, con un tasso di automatismi sempre più intenso e la sua direzione ha una propria inarrestabile logica. Molti interessanti spunti di riflessione per quanto riguarda il rapporto fra Tv e Rete possono essere forniti dalle serie televisive americane.

La Rai che non c’è sempre stata, può tornare a esserci? Di Andrea Melodia – Azienda o servizio pubblico? Progetto di marketing o di politica culturale? Su questo dilemma si è consumata la Rai degli anni’80 quando la concorrenza commerciale prima e la simpatia politica poi, per Berlusconi, hanno segnato le sue scelte.

Storia prima felice, poi dolentissima e funesta di Roberta Gisotti – 60 anni per la Tv italiana. Difficile giudicare se sono portati bene dato che lo specchio che ne misura l’audience deformato e viziato da interessi economici e politici che ne hanno stravolto il ruolo di principale media nella società. L’Auditel è, infatti, un sistema inadeguato a misurare i dati di ascolto, inaffidabile e impermeabile a controlli esterni.

I miei primi sessant’anni di Giacomo Mazzone – La Rai, come tutte le Tv pubbliche deve ripensare il suo ruolo sociale, la sua funzione e la sua missione in un’epoca digitale. I nemici del servizio pubblico sono sempre più numerosi, la destra liberomercatista ma anche alcune forze progressiste, coloro che vedono il futuro solo su internet e i molteplici conflitti di interesse.

È stato bello vecchia signora Tv di Glauco Benigni – La Tv da regina incontrastata dell’audiovisual sta abdicando al trono. Attorno a lei un coro di media digitali allevati nella rete internet e dalla televisione le sottraggono il primato giorno dopo giorno. Sul piano dei contenuti la grande innovazione, iniziata con Youtube, sta ora proseguendo con i social network.

Rai: sessant’anni non sono passati invano di Gianpiero Gamaleri – Sessant’anni fa la Tv iniziava le sue trasmissioni. Guardare al passato non è solo uno sterile esercizio ma anche una grande opportunità per renderci conto dei passi avanti che abbiamo compiuto in quei decenni grazie anche alla televisione che divenne lo strumento culturale del “miracolo economico”.

Gli effetti positivi e negativi della Tv di Enrico Cheli – Sebbene vi siano emozioni positive e emozioni negative la Tv ricerca prevalentemente le seconde (paura, collera, disprezzo, abbattimento) sia nei telegiornali che nei film. In attesa di una migliore regolamentazione del settore spetta allo spettatore tutelarsi, scegliendo quali reti televisive e programmi guardare e quali no.

L’inchiesta televisiva di Ennio Remondino – In un Paese dove la stragrande maggioranza delle persone costruisce la sua versione del mondo e della società quasi esclusivamente sulla base delle notizie dei telegiornali e sulle dispute da talk show la televisione generalista ne approfitta. Ma niente inchiesta o approfondimento. Aumenta l’offerta ma non la qualità. Eppure per la televisione pubblica l’inchiesta dovrebbe essere un obbligo, un dovere.

Immaginario Tv Rai fuori sinc di uno spettatore di Pasquale Donnarumma – Da quando ha iniziato ad avere una storia, la Rai, pur continuando a produrre immagini nuove, è stata sempre impegnata a rivitalizzare il proprio passato. In questo modo, ogni spettatore, indipendentemente dalla sua età, ha impresse nella propria memoria sequenze provenienti anche da epoche lontane e non per questo ha sviluppato con esse un legame meno intenso.

Cultura e Tv: la grande opportunità di Flavia Barca – La cultura che vediamo in Tv non è quella che abbiamo nei nostri scaffali e non potrà mai coincidere con un’idea tradizionale di cultura, tuttavia nel nostro Paese, specialmente la Tv generalista, ha rinunciato da tempo a individuare nuovi linguaggi capaci di raccontarla in maniera accattivante e moderna. Eppure esistono ottimi esempi di canali tematici e satellitari. Il cammino è dunque lungo ma la sfida non è persa in partenza.

L’audiovisivo e le misure protezionistiche dell’Ue di Alfonso Contaldo – Nei paesi aderenti all’Unione europea la presenza sia diretta sia indiretta dello Stato nel settore audiovisivo è stata significativa anche se negli anni più recenti ha avuto importanti evoluzioni maturate con la messa a punto di una politica europea comune, volta alla definizione di norme giuridiche e linee d’intervento valide per tutti i paesi membri.

il fratello Babeuf: un esempio perfetto di linguaggio politico di Luciano Canfora – Un collegamento televisivo che non funziona come dovrebbe, domande eluse, risposte vaghe, ospiti che attendono di poter parlare. Il talk show dei nostri tempi.

MMS: la città invisibile di Dario Coletti – La riflessione dell’autore sul tema dell’immigrazione a partire da una foto scattata da Gabriele Di Mascolo su un treno merci usato dai migranti come mezzo di locomozione.

Latinoamericando di Aldo Garzia – Un anno senza Hugo Chávez morto il 5 marzo 2013. Caudillo, populista, erede di Fidel Castro, versione aggiornata del peronismo o più semplicemente ex militare che ha scoperto come solo una politica radicale può far uscire l’America latina dal letargo?

Camminare: una rivoluzione di Adriano Labbucci – Camminare è innanzitutto uno straordinario esercizio di libertà. È una verità storica visto che nell’antica Grecia, come ci ha istruiti Hannah Arendt, le persone libere erano quelle che potevano muoversi a loro piacimento. Ma noi oggi siamo liberi di camminare?

Caro Mario di Sandro Teti – Un ricordo dell’editore a due anni della scomparsa del grande filologo Mario Geymonat, collaboratore de Il Calendario del Popolo per oltre 20 anni.

Il mondo di Frida di Giulia Romanin Jacur – È un viaggio nel mondo di Frida Kahlo quello che si compie facendo visita alla mostra dedicata all’artista messicana definita dalla curatrice Prignitz-Poda un’icona indiscussa della cultura messicana novecentesca. La mostra ha luogo alle Scuderie del Quirinale a Roma fino al 31 agosto 2014 e presenta oltre 160 opere fra disegni e disegni.