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Shoah: la giornata della memoria - Calendario del Popolo

Shoah: la giornata della memoria

Postato da Redazione il 27 01 2016 in Blog

Il 27 gennaio è il giorno della memoria della Shoah e delle vittime dell’Olocausto.
La nostra casa editrice Sandro Teti Editore da sempre partecipa e s’impegna in un’indispensabile operazione di memoria. Tale operazione non si esaurisce chiaramente in una ricorrenza annuale seppur importante, ma richiede un impegno costante della comunità tutta. Solo narrando i fatti si rende presente l’abominio degli stermini nazi-fascisti, per impedirne l’oblio, il revisionismo o la negazione. Rileggendo quella storia si hanno o, è meglio dire, si avrebbero tutte le risposte per impedire certe preoccupanti derive del presente.

«La memoria serve per ricordarti che dentro di te esiste una bestia crudele»
Joli Sattler - da Magda Poli, Era solo ieri, Sandro Teti Editore, 2011

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Era solo ieri narra – a partire dagli orrori della Shoah – l’intolleranza, l’odio, i pregiudizi che hanno alimentato tutte le persecuzioni e i genocidi del mondo. Magda Poli intreccia le parole di intellettuali e artisti, di poeti, filosofi e scienziati tra cui Bertolt Brecht e Hannah Arendt, Vittorio Foa e Amos Luzzatto, Albert Einstein, Primo Levi e Simone Weil. (...) Parrebbero incubi di giorni lontani, invece sono i ricordi di un recente passato, le tracce di ieri utili a comprendere la rimossa realtà d’un presente ancora segnato da stragi, carneficine e massacri. Era solo ieri attinge alla più profonda tensione del teatro civile, impiegando la forza delle narrazioni come un monito di speranza affinché taccia – per sempre e in ogni dove – il sibilo dei treni in viaggio verso la morte.
















«Tutti i miei parenti, sia da parte di madre che di padre, erano ebrei di Varsavia. Ho trascorso l’infanzia nel sobborgo in cui sono nato, a Czerniacov, dove vivevano anche i miei nonni materni, nonno Yakov Minski e nonna Sara ...»

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Questo l’incipit del libro La Shoah in me. Memorie di un combattente del ghetto di Varsavia. Il testo raccoglie le memorie di Simcha Rotem – nome di battaglia Kazik – eroe contemporaneo entrato appena diciannovenne nei ranghi della Żob, l’Organizzazione ebraica di combattimento. La rivolta del ghetto di Varsavia: un evento storico di straordinaria importanza raccontato in prima persona dall’ultimo combattente ancora in vita.
«La testimonianza di Simcha Rotem suscita ammirazione e gratitudine. Che non vada perduta» Gad Lerner


















Creare il regno della paura, eliminare gli oppositori è un progetto umano, non bestiale.

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È ciò che destava disagio un tempo, ed è ciò che sgomenta ancora adesso. Troppe storie si intrecciano fra loro e dimostrano che la logica ferrea dello sterminio è stata messa in pratica in molte occasioni anche dopo la fine della Seconda guerra mondiale. A saldare insieme tutte le esperienze c’è uno scopo: perseguire, giudicare, rendere giustizia alle vittime di atrocità “inimmaginabili”. Il Calendario racconta i dispositivi e le dinamiche dell’annientamento, il volto più cruento del “secolo breve”, la modernità bellica che si fa guerra ai civili, la lunga lotta per la verità, la rimozione dell’omertoso silenzio che ha coperto gli autori delle stragi nazifasciste dal 1943 al ‘45 e i crimini contro l’Umanità perpetrati anche successivamente dai regimi, siano essi europei, sudamericani o africani. Ovunque accada. Ieri come oggi.